Intervista a Marzia Sicignano / Scrittrice

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Ciao Marzia, le tue parole sono cariche di emozioni e sentimenti, ai tuoi lettori hai fatto provare tutto questo e forse anche di più, tu cosa senti ogni volta che il foglio che hai sotto si riempie?

Mi sento come se mi stessi liberando. Non potrei dirlo meglio. Scrivere per me è uno sfogo, è come parlare con qualcuno del modo in cui mi sento, anzi, è cento volte meglio perché non sono condizionata da niente, non ho alcun filtro. È come parlare a me stessa, ed è come cercare in tutti i modi di capirmi. Qualche volta ci riesco e mi fa sentire che non è poi così complicato e che quindi chi non ci riesce, non ci riesce perché non ci prova. Quando inizio a scrivere mi sento in un modo (magari triste, delusa, arrabbiata) e quando smetto invece mi sento quasi purificata.

Il tuo sogno si sta piano piano realizzando, la tua prima collaborazione per un libro uscirà a breve, cosa ne pensi? Qualche notizia lampo sui contenuti?

Si tratta di una collaborazione con Lorenzo Meozzi, anche lui scrittore del web, che però ha pubblicato molti altri libri. I contenuti saranno un po’ gli stessi di sempre, molte delle poesie inserite sono presenti in pagina e poi ce ne sono alcune che ho scritto in collaborazione con lui. Per me è una bellissima occasione, anche di vedere come reagiscono coloro che mi leggono ogni giorno di fronte alla possibilità concreta di comprare un mio libro.
Non me la sento ancora di parlare di sogno che si realizza perché vorrei rimanere coi piedi per terra, però senza dubbio quando ho aperto la pagina non mi sarei mai aspettata un risultato simile. Stiamo parlando di ottantamila seguaci in un anno e quando lo racconto non ci credo. Spero vada tutto bene, un po’ ci credo ma non mi sbilancio. Intanto sono fiera di quello che ho ottenuto, è una cosa veramente speciale che a volte penso pure di non meritare!
Spesso nei tuoi lavori parli di amore, un sentimento che sicuramente hai provato sulla tua pelle. Ti è mai capitato di scrivere qualcosa di così bello da innamorartene? O invece ti capita il contrario, cioè qualcosa che tempo fa ti piaceva ora non ti trasmette più le stesse sensazioni?

Voglio fare una premessa per rispondere a questa domanda: io sono una persona che non si accontenta mai e che, soprattutto, non si piace mai. Sono estremamente insicura su quello che scrivo, spesso lo trovo banale. Quindi la risposta è no in generale, però effettivamente, pensandoci bene, una volta mi è successo, non so se fosse proprio amore perché faccio fatica a riconoscerlo, ma di sicuro era qualcosa di simile. Ero in spiaggia con un mio amico e lui mi ha chiesto di leggergli qualcosa, io per il carattere che ho non avrei mai potuto leggergli niente, così ha cominciato a leggere lui una poesia che tra l’altro è anche presente nel libro. Non avevo mai sentito le mie parole pronunciate da un altro e nemmeno da me, che è già tanto se rileggo con la mente. Quella volta ho amato quello che avevo scritto per il semplice fatto che ho dimenticato che l’avevo scritto io.

Per quanto riguarda ciò che ho scritto in passato, di solito rileggendolo mi piace di più di quello che scrivo attualmente, ma per la stessa identica motivazione, credo automaticamente che le mie capacità abbiano subìto un calo perché devo sempre trovare un motivo per criticarmi ahah!

Osservare i propri lavori passati può essere gratificante. Prendi mai ispirazione dal tuo passato o cerchi sempre nuove ispirazioni?

 

In realtà no, non mi ispiro mai al passato perché i miei lavori nascono sempre e comunque da un sentimento che voglio far uscire fuori e quindi tutto ciò che scrivo è scritto d’istinto.

Spesso nei tuoi scritti parli ad un ipotetico “tu”. Chi immagini che sia? Un ipotetico lettore o te stessa?

Non parlo mai a me stessa. Quel ‘tu’ è sempre un lettore oppure una persona precisa a cui penso e a cui scrivo che per ovvie ragioni non viene citata. Insomma molti dei miei testi si può dire che siano lettere indirizzate a qualcuno in particolare ma non è del tutto giusto perché quando si scrive una lettera si presuppone che si voglia che la persona a cui la si scrive la legga. Per me non è così, è un modo per parlare a me stessa di quel qualcuno, diciamo così.

Amore, rabbia, passione, tristezza e gioia, sono argomenti che spesso tratti. Le tue esperienze personali hanno influenzato i tuoi lavori?

Indubbiamente. Non scrivo quasi mai di cose che non conosco. Non tutto è autobiografico ma il 90% dei testi sì, che è tanto direi!
Scrivere quello che sento mi viene facile, addirittura mi viene naturale, ma scrivere di quello che non provo sarebbe estremamente complicato, almeno nella forma in cui scrivo io. Al massimo posso aver scritto di cose che ho provato in passato, oppure che vorrei provare, ma davvero raramente.

In conclusione ringraziamo Marzia per la sua simpatia e per la sua disponibilità nel rispondere alle nostre domande, sperando che queste righe vi abbiano incuriosito o dato spunti per riflettere, vi lasciamo il profilo Instagram di Marzia (@IOTEEILMARE) per poterla seguire e soprattutto leggere ciò che scrive. 

Alla prossima intervista! Continuate a seguirci per ricevere ogni giorno articoli e interviste!

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