Intervista a Sara Gironi Carnevale / Illustratrice

Lavori brillanti. Con forme dolci e colori tenui, Sara riesce ad esprimere con leggerezza argomenti di per sé pesanti… e potremmo dire la stessa cosa per le risposte che ci ha dato in questa intervista; non vi resta che leggerla!

Quasi la totalità dei tuoi lavori raffigurano tematiche satiriche, perché la scelta di mettere in discussione questi aspetti invece di altri?

Quello delle tematiche “sociali” è un mio pallino da sempre, sin da quando ero ragazzina. Credo abbia a che fare con la mia incapacità di tenere per me le mie opinioni: una cosa che nella vita di tutti i giorni potrebbe essere un difetto. Forse è per questo che ho deciso di incanalarla nell’illustrazione! Diritti umani, femminismo, politica: sono temi che mi tengono “accesa” e l’illustrazione è un gran modo non solo per raccontarli ma anche per contribuire ed essere solidali a molte cause.

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Nei tuoi lavori notiamo uno sviluppo chiaro e sapiente per quanto riguarda la realizzazione di un’idea. La campitura di colori e sfumature è davvero ben fatta; quale percorso di studi ti ha portato a questi risultati?

Grazie! Il disegno è sempre stato presente nella mia vita, sin da quando ero piccola. Mia madre è un’ottima disegnatrice e mi ha trasmesso questa passione, quindi avevo già una buona base di partenza. Ciò nonostante non ho cominciato come illustratrice, bensì come graphic designer. Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria e laureata in Communication and Graphic Design. La scelta di intraprendere la strada dell’illustrazione è arrivata qualche anno dopo la laurea ed è lì che ho cominciato ad approfondire le tecniche digitali, alla ricerca di uno stile in cui potessi ritrovarmi.
Probabilmente ciò che mi ha portato a questi risultati è proprio l’esercizio. E non ho mica finito, eh!

Hai uno stile coerente, riconoscibile, deciso e questo è fondamentale per un’illustratrice che vuole far carriera. Come vedi il tuo futuro? Hai progetti in mente?

Per ora il mio progetto è quello di continuare a lavorare per “fare carriera”. Sto imparando che non basta il solo talento, occorrono tenacia, perseveranza e tanto tempo da dedicare a cose che non hanno molto a che fare con il disegno come la promozione del proprio lavoro. Essere presente sul web in modo da poter raggiungere il maggior numero di clienti è fondamentale, soprattutto per chi ambisce a lavorare a livello internazionale. Attualmente il mio obiettivo è proprio questo, in particolare mi piacerebbe lavorare in maniera continuativa con gli Stati Uniti. E, per quanto riguarda il futuro, non so cosa prospettarmi ma, per fortuna, sto già facendo ciò che vorrei fare “da grande”.

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I tuoi disegni ci ricordano le atmosfere del film The Secret Of Kells, un cartone animato candidato agli Oscar del 2010 con Tomm Moore alla regia, soprattutto il tuo amore per i gatti (come notiamo sul tuo profilo Instagram) ci ha condotto a questo pensiero. Se conosci il film, ti rispecchi in questo?

Non conosco il film ma, a questo punto, credo sia doveroso vederlo! Mi piacciono gli animali in genere ma per i gatti nutro un amore particolare: hanno carattere, non si lasciano ammansire e sanno come farsi rispettare. Adorabili, no?

Hai artisti a cui devi parte del parte del tuo stile?

Più che artisti veri e propri, ho guardato al lavoro di moltissimi illustratori, proprio nel periodo in cui lavoravo per cercare il mio, di stile. Ciò che cercavo non era la tecnica vera e propria, bensì la capacità di tradurre in immagini concetti complessi attraverso l’utilizzo di metafore che fossero brillanti e divertenti. Non a caso uno dei miei illustratori preferiti è Christoph Niemann: ogni volta che sono in crisi per un progetto consulto la sua “tavola periodica delle metafore” e, anche se non mi viene in mente nulla, la trovo sempre geniale!

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Non di rado vediamo il tempo come protagonista nelle tue illustrazioni; orologi-ghigliottina, mozziconi di sigarette che si consumano tenendo in bilico la vita dell’uomo e via dicendo. Ha per te un’accezione negativa o positiva il tempo?

Io e il tempo? Diciamo che siamo in una relazione complicata! Sono una persona piuttosto ansiosa, impaziente ed esigente, soprattutto con sé stessa. Se nel corso degli anni ho imparato a non essere sempre in anticipo ad un appuntamento, nel lavoro non riesco a farne a meno, soprattutto quando si tratta di raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissata. In un’ipotetica gara, il tempo è l’avversario da battere, quello a cui poter dire “hai visto, ci sono arrivata prima di quanto tu non ti aspettassi!”. Tuttavia, nonostante tutto questo non suoni molto sano, probabilmente se non avessi delle lancette con cui competere non sarei ugualmente spronata a dare il massimo.
Grazie a Sara per aver dedicato parte del suo amato (e odiato) tempo per rispondere alle nostre domande. Vi invitiamo davvero a seguire i suoi lavori sul suo profilo Instagram:

saragironicarnevale

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