Intervista a Elisa Seitzinger / Illustratrice

Illustrazioni che sembrano provenire da altri tempi grazie alla mano e alla personalità di Elisa Seitzinger. Colori e geometrie, icone e simbologie racchiuse in tavole armoniose e caratteristiche.

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Testa piena di bestiari medioevali, reliquie sghembe, martiri tatuate, lezioni di catechismo seguite dall’ultimo banco. Questa descrizione ricorre sia nel tuo sito che nella bio del tuo profilo Instagram. Come nasce questo mondo a cui fai riferimento?

Sì, per dirla in termini più seri, il mio percorso artistico s’ispira in parte ai codici stilistici dell’arte medievale sacra e cortese, della pittura primitiva, delle icone russe e dei mosaici bizantini. Quello che mi affascina di questi stili è la loro bidimensionalità statica e il loro alto valore simbolico, che diventano occasione, non solo per rappresentare personaggi e storie, ma anche per veicolare messaggi nell’ambiguità della loro interpretazione.

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Hai studiato arte a Firenze, Atlanta, Nizza e Londra. Come mai tutti questi spostamenti? Sei dell’idea che ogni città possa influenzare l’allievo con stimoli sempre diversi? 

Sì, certo. Io ho iniziato “tardi” il mio percorso autoriale proprio per ché prima avevo la necessità di accumulare esperienze ovunque mi capitasse occasione di viverle. Ciascuna di queste esperienze è stata diversissima e utilissima successivamente per capire cosa volevo e soprattutto cosa non volevo fare.

Parli di simboli e icone. Immaginiamo che in ogni tuo lavoro ci sia un determinato messaggio, un ragionamento nascosto da colori e geometrie. Con quale criterio esprimi i tuoi pensieri attraverso l’arte?

Nessun criterio specifico. La cultura umana è permeata da un patrimonio straordinario di archetipi e alfabeti visivi codificati in diverse epoche storiche e di diverse provenienze geografiche, sarebbe strano per me interpretare la mia epoca senza attingere da quest’ultimo.

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Ciò che proponi sui social e sul tuo sito, ti rappresenta anche nel mondo lavorativo?

Certo. Ciò che la gente vede o legge sul web serve semplicemente a rendere sostenibile e a far conoscere il mio lavoro. Se mi chiedi invece se ciò che propongo sui social corrisponde alla mia vita privata, la risposta è: solo parzialmente.

Il tuo lavoro, facendo riferimento al mondo medievale, gotico e affini, è caratterizzato da una forte coerenza stilistica. Hai qualche figura di riferimento nel mondo dell’arte?

Potrei farti l’elenco delle pagine gialle (che non esistono più). Per esempio nell’ultima tavola che ho disegnato, 24 Hours Party People per Picame, mi sono un po’ ispirata all’opera di Duccio di Buonisegna, Petrus Christus, Bart van der Leck, Mondrian, Hildo Krop… e altri ancora.

Se i lavori di Elisa vi hanno incuriosito o affascinato potete continuare a seguirla tramite il suo profilo Instagram:

@elisaseitzinger

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