Intervista a Chiara Fucà / Illustratrice

Oggi parliamo con Chiara, una giovane illustratrice che riesce ad aprire delle finestre su un nuovo mondo, tutto suo, fatto di colori tenui e figure eleganti.
Descrizioni di un mondo a noi sconosciuto o forse dimenticato. Cosa rappresentano i tuoi lavori, forse una visione introspettiva dell’essere umano? 
Mi piace definirlo più un viaggio, dei fermo-immagine di una storia, dove il protagonista sembra sul punto di decidere se spingersi oltre, se avere il coraggio di affrontare quell’esperienza, al limite tra il reale e lo spirituale, nella quale viene inevitabilmente chiamato in causa. All’osservatore dell’opera lascio il compito di scegliere il finale.

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Nei tuoi lavori non c’è sempre un protagonista, o se c’è vive la sua esistenza indisturbato in qualche angolo del quadro come nella tavola degli elefanti marini. È una nostra impressione o hai voluto dare intenzionalmente meno risalto agli degli elementi, creando un insieme omogeneo di forme e colori? 

L’uomo ha sempre creduto di essere il protagonista del mondo, in realtà è abbastanza chiaro che l’ultima parola spetti alla natura. Racconto un uomo che si abbandona a ciò che lo circonda. Accetta la sua condizione passeggera facendo i conti con la spaventosa quiete di un paesaggio desolato.

Sono esploratori in solitaria contemplazione, in bilico tra questo e altre ancora ignote realtà.

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Utilizzi una palette di colore davvero interessante, quasi ipnotica. I colori chiari ci ricordano di stare osservando un dipinto materico, statico e gli scuri che ci proiettano verso l’infinito. Hai creato un mondo, cosa rappresenta per te questa dimensione? Una vetrina? Un rifugio? 

Il blu è un colore che ho iniziato ad usare da poco, mi piace il contrasto che si crea con le tinte chiare. Aggiunge un elemento rilevante all’illustrazione, le dà profondità non solo visiva. Ogni illustrazione è un rifugio, mentre la fai ti immergi e pensi di essere là.

Rimanendo sui colori, protagonisti dei tuoi lavori, notiamo come le forme in primo piano si fondano con lo sfondo. Ti rispecchi in questa leggerezza? È la tua personalità ad essere così sfuggevole e leggera o è semplicemente una scelta stilistica?

Dietro a ogni scelta, che può sembrare stilistica, ci sono sempre questioni più profonde. Molti mi dicono che sono come i miei quadri, a partire dal nome. Lo prendo come un complimento, come se ci fosse davvero una parte di me in ogni illustrazione.

Il mondo animale, il mare e la notte emergono spesso nei tuoi disegni. Hai un legame particolare con questi elementi? Pensi che la natura giochi un ruolo fondamentale nel tuo essere? Cosa ti ispira per la realizzazione di un’opera?

Certo, sono elementi fondamentali. Tre cose imprevedibili che non potrai mai conoscere fino in fondo. Tutto può essere ispirazione: una sensazione, un viaggio, una situazione. La serie Nordic Feelings, ad esempio, è nata al ritorno dalla Scandinavia. Ti rimane in mente qualcosa senza farci caso e poi la ritrovi disegnata.

Ricorre spesso il dettaglio di piante rampicanti che avvolgono o intrappolano le figure delle tue tavole. Che valore associ a queste presenze?

Una valore positivo. Come se, chi fosse avvolto dalla pianta, avesse appena avuto un’epifania. Lo vedo come un conforto da parte della natura.

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Se un tuo pensiero potesse cambiare il mondo, quale sarebbe?

Ci sarebbe più di un pensiero spendibile per cercare di cambiare questo mondo che stiamo maltrattando sotto molti aspetti, bisognerebbe aprire parentesi su parentesi.
Come ho scritto in una risposta precedente, l’uomo pensa di essere una sorta di divinità ma, in realtà, l’esistenza, almeno in questo universo visibile, è fragile e precaria. Dobbiamo semplicemente accettare questa condizione passeggera e viverla al meglio. C’è tanta meraviglia intorno, come tante persone dall’animo imbruttito che la distruggono. Nel nostro piccolo, i pensieri sani, devono iniziare a cambiare noi per prima cosa. Impariamo a prenderci cura di noi e a rispettare il mondo partendo dalle piccole cose vicine e lontane.
Questa intervista, diciamolo, ci ha fatto provare qualche scossetta elettrica, qualche brivido. Auguriamo a Chiara una lunga carriera!
Potete seguirla su Instagram:

@chiara_meow

A cura di Giacomo Sovrano

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