Intervista a El Fooser / Illustratore

L’estate è finita, ma noi continuiamo a cercarla parlando di mare, con El Fooser; illustratore acquatico che vuole farci riflettere su vari aspetti del mondo marino tramite i suoi lavori.

Dando uno sguardo generale ai tuoi lavori tramite il tuo profilo Instagram (che troverete a fine intervista) notiamo fare da collante una grande passione, quella per il mare e le sue creature. Ti rispecchi in questa osservazione?

Il mare è parte del mio trascorso. Ho passato quasi dieci anni della mia vita in Liguria. Lì per lavoro ho imparato ad andare per mare.

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Tutti i tuoi lavori sono dotati di una grande delicatezza. Colori tenui acquerello, sfumature più marcate e altre appena accennate. Vuoi rappresentare, in questo modo, la trasparenza dell’acqua e con essa tutta la potenza delle sue qualità?

Amo l’acqua, ma ne ho anche timore. Tutte le creature che popolano il mare usano i colori per autodifesa, mimetismo, per comunicare, per proliferare. Mi piace riprodurre parte della realtà e per il resto uso la mia immaginazione.

Quando hai scoperto e deciso di voler disegnare queste creature che popolano l’ambiente marino? Sia all’interno che al di sopra di esso. 

È stato inevitabile. Durante gli anni in cui ho fatto lo skipper, ho accumulato esperienze, emozioni, profumi, luci… un baule di esperienze di cui avevo perso la chiave. Un bel giorno, dopo il mio trasferimento a Bologna, arrivano in mio possesso alcune carte nautiche antiche piene di annotazioni e di macchie di inchiostro, con questo odore di vissuto, di salsedine e… boom! È partito tutto da lì…

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Hai mai disegnato sotto richiesta? Hai mai esposto i tuoi lavori in qualche mostra?

Certo! Questo sabato ho giusto consegnato due lavori su commissione e ne ho in cantiere un altro. Ho esposto durante il Setup 2015, la biennale del disegno di Rimini e faccio all’incirca 5 o 6 esposizioni personali all’anno.

Se un tuo pensiero potesse cambiare il mondo, quale sarebbe?

Con i miei lavori cerco e spero di toccare le coscienze. C’è un grande bisogno di rispetto nel mondo. C’è un lungo cordone ombelicale che ci lega ai cetacei. L’acqua non è altro che quel liquido amniotico che tanto ci è familiare, quanto estraneo. Abissi ancora inesplorati, popolati da creature a dir poco sorprendenti, aliene… Beh, non so come non si possa trovare tutto ciò irresistibile. Per me la conoscenza è alla base di tutto. Credo che per cambiare il mondo, bisognerebbe prima conoscerlo.

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Ringraziamo infinitamente El Fooser per questa piccola intervista, perché piena di storia e di vita. Potete continuare a seguirlo sul suo profilo Instagram:

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A presto con altri Lateral Post 🙂

A cura di Giacomo Sovrano

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